lunedì 13 giugno 2011

Un grande successo!!!


Un grande successo dei cittadini che non vogliono più concedere deleghe in bianco a una politica che non tiene conto delle loro esigenze e un grande successo del movimento spontaneo, forte della partecipazione di ben 29 associazioni cittadine, che si è creato intorno ai temi referendari. È questa l’interpretazione che dà dei risultati elettorali il “Comitato 2 Sì per l’acqua bene comune Chieti”. Una riflessione ragionata sugli eccezionali risultati referendari sarà affrontata nei prossimi giorni a livello di direttivo e di assemblea. Ci preme intanto, a caldo, esprimere grande soddisfazione per una partecipazione e una scelta decisa per il sì che rappresentano dati incontrovertibile. Anche se volessimo considerare a favore del no tutti i cittadini che non hanno partecipato al voto, i numeri direbbero comunque che la maggioranza degli italiani, di tutti gli italiani, ha chiesto che non si torni indietro sulla scelta nucleare e che l’acqua sia gestita come un bene primario di interesse collettivo e non come una fonte di guadagno per pochi.
Il Comitato ringrazia infine chi ha scelto di partecipare al voto e tutti coloro, e sono tanti, che ci hanno aiutato nella lunga battaglia informativa per far conoscere i quesiti referendari ai cittadini a lungo tenuti volutamente all’oscuro.
Tutti insieme abbiamo iniziato a riprenderci il nostro futuro. Basta deleghe. La democrazia quando occorre può anche essere a chilometri zero.


Il Comitato “2 Sì per l’Acqua Bene Comune – Chieti”

Risultati affluenza alle urne nel Comune di Chieti



Affluenza alle urne Comune di Chieti  (dati Prefettura

Referendum 1: Servizi pubblici locali 59,44%
Referendum 2: Tariffa servizio idrico 59,43%
Referendum 3: Energia elettrica nucleare 59,38%
Referendum 4: Legittimo impedimento 59,34%



ORA TUTTI A FESTEGGIAREEEEE!!!!

giovedì 9 giugno 2011

Invitiamo le cittadine e i cittadini alla massima partecipazione al voto del referendum del 12 e 13 giugno


Siamo arrivati alla vigilia dell’appuntamento di domenica 12 e di lunedì 13 giugno prossimi. La conclusione della campagna referendaria sarà una festa diffusa su tutta la penisola in linea con il percorso seguito finora e con la capillarità che ha saputo raggiungere l'iniziativa dei comitati territoriali.
A Chieti il Comitato “2 Si per l’acqua bene comune”, del quale fanno parte ben 29 associazioni che operano nel territorio, alcuni sindacati e molti cittadini, è al lavoro da più di due mesi per informare le cittadine e i cittadini sull’appuntamento con le urne di domenica e lunedì e continuerà anche in questi giorni a distribuire volantini e a diffondere informazioni.
Ricordiamo che il Governo ha scelto di sperperare 350 milioni di euro non accorpando i referendum alle elezioni amministrative e fino all’ultimo ha tentato di bocciare il referendum sul nucleare.
Ricordiamo che la Corte di Cassazione prima e la Consulta dopo, all’unanimità, hanno confermato che si voteranno tutti e 4 i referendum.
Fiduciosi della partecipazione popolare rivendichiamo come movimenti ed associazioni di aver già ottenuto un grande risultato, quello di aver costretto ”la politica” ad accodarsi alle istanze sollevate dalla società civile che ha a cuore i beni comuni, acqua e suolo.
L’assenza di informazione dei media prima e la cattiva informazione di oggi, con dibattiti, (in realtà pochi e tardivi) creano ulteriore confusione. Si attribuiscono falsamente i referendum a schieramenti partitici rimuovendo la grande attività di raccolta del 1.400.000 firme realizzata dalle  centinaia di associazioni componenti il forum italiano per l’acqua pubblica. Si cerca di indebolire la portata etica e civile della difesa dei beni comuni relegandola a un consenso o a una condanna del governo in carica.
Nella realtà dei fatti se in questa campagna referendaria c’è uno “scontro” è quello tra noi tutti esponenti della società civile che chiediamo con forza di essere rispettati e di poter decidere autonomamente il nostro futuro e un pessimo e trasversale modo di fare politica che pretende di far prevalere gli interessi del Palazzo su quelli della gente.
In questa difficile campagna si sono risvegliate a Chieti e in tutta Italia energie di cambiamento, di fiducia, di partecipazione, con creatività espresse in piazza e nel Web. Ci sono state inoltre prese di posizione in favore dei referendum da ogni parte politica, a dimostrazione della validità delle proposte presentate all’esame degli elettori. Ci sembra in tal senso doveroso sottolineare la posizione assunta dalla Chiesa nel suo complesso e dall’arcivescovo di Chieti-Vasto mons. Bruno Forte, il cui chiarissimo messaggio ci ha riempiti di gioia e di speranza.
INVITIAMO LE CITTADINE E I CITTADINI ALLA MASSIMA PARTECIPAZIONE AL VOTO DEL REFERENDUM DEL 12 13 GIUGNO; INVITIAMO A VOTARE E FAR VOTARE PER LA DIFESA DELL'ACQUA BENE COMUNE, PER FERMARE IL NUCLEARE E PER LA DIFESA DELLA DEMOCRAZIA
Il Comitato “2 Sì per l’Acqua Bene Comune – Chieti”
 

Associazioni che aderiscono al comitato:
WWF Chieti, Legambiente (circolo Mirabilia), Centro di Servizio per il Volontariato, Chietiscalo.it, 360°, Da grande voglio crescere, Mathesis, LiberArte, Meridiani Paralleli, Chieti Nuova 3 Febbraio, Libridine, Agesci, Unitel Auser Chieti, Comunità Volontari per il Mondo (CVM), Free Speech, AELMA, ANTA, Villablocc, Chieti Resiste, Associazione Acquariofili Abruzzesi, La Fabbrica di Chieti, FAI, Italia Nostra, Comitato “Se non ora quando Chieti”, ChietiDomani, Sapori a parte, Aria Nostra Scafa, Federconsumatori, Confesercenti, CGIL, COBAS, USB

Chieti. Il vice sindaco a favore del referendum

Il Segretario Politico del Partito “Giustizia Sociale”, Bruno Di Paolo, ha rilasciato la seguente dichiarazione in merito al referendum.
«Come è noto, il 12 ed il 13 di giugno saremo chiamati ad esprimere la nostra opinione su quattro referendum: due (scheda rossa e scheda gialla) riguardano l’acqua pubblica, un terzo (scheda grigia) riguarda il nucleare ed il quarto (scheda verde chiaro) riguarda il legittimo impedimento.
E’ mia ferma convinzione, nonché del Partito “Giustizia Sociale” che mi onoro di rappresentare, che recarsi a votare non sia solo un diritto ma anche, e soprattutto, un dovere basilare nel rispetto della democrazia su cui poggia il nostro paese e non condivide, pertanto, l’opinione di chi preferisce astenersi per esprimere il proprio voto contrario.
Astenersi è di per sé un non esprimersi e pertanto tale atteggiamento non è assimilabile ad una intenzione di voto.
Pertanto invito tutti gli amici ed i simpatizzanti a esercitare il proprio diritto/dovere recandosi alle urne e suggerendo, di seguito, alcuni spunti di riflessione sui temi proposti dai quesiti referendari.
Giustizia Sociale si schiera fermamente a sostegno del “SI” su tutti quei quesiti che sono mirati alla tutela della salute e degli interessi dei cittadini come quelli sull’acqua pubblica poiché riteniamo indispensabile che vengano abrogate quelle norme che impongono la presenza dei privati nella gestione dell’acqua e degli acquedotti e che aprono la strada alla logica del profitto in un campo dove l’unico interesse dovrebbe essere solo quello del miglior servizio al cittadino al prezzo più basso possibile. Nel dettaglio siamo a favore dell’abrogazione della norma richiamata dal quesito “Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione” (scheda rossa) contrastando in tal modo l’accelerazione sulle privatizzazioni con il rischio della definitiva consegna al mercato dei servizi idrici.
Siamo a favore dell’abrogazione della norma richiamata dal quesito “Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma” (scheda gialla), poiché si chiuderebbe la via d’accesso per i privati alla gestione dei servizi idrici e impedendo al tempo stesso di ottenere profitti con l’acqua.
Siamo anche a favore dell’abrogazione del ricorso all’energia nucleare (scheda grigia)perchè le recenti drammatiche notizie relative al sisma che ha colpito il Giappone hanno sollevato nuovamente il problema della pericolosità degli impianti nucleari non solo per quel che concerne i parametri di sicurezza adottati per la costruzione delle centrali quanto per la potenza distruttiva e i gravi pericoli che incomberebbero sulla popolazione nel caso di catastrofi naturali o errori umani che, purtroppo, come la storia ci insegna non possono mai essere completamente previsti in fase di progettazione.
Infine, per il quarto quesito relativo al legittimo impedimento (scheda verde), riteniamo che chi viene chiamato dall’elettorato a guidare politicamente il proprio paese debba avere, nel rispetto del già citato principio democratico, la possibilità di lavorare con il massimo impegno e senza rallentamenti. Tuttavia l’aspetto del rinvio delle udienze per i processi a carico del Presidente del Consiglio e dei Ministri presenta una interpretazione basata sulle alle motivazioni alla base degli stessi e rendono, quindi, difficile l’individuazione di un percorso ben definito che tuteli gli interessi di tutta la collettività. Si tratta infatti di un quesito che chiede l’abrogazione di una norma sulla quale riteniamo corretto lasciare agli elettori la massima libertà di espressione seguendo esclusivamente la propria coscienza senza nessun tipo di suggerimento che, per forza di cose, sarebbe basato non su valori assoluti ma solo ed esclusivamente su ideologie politiche e simpatie o antipatie personali. »

lunedì 6 giugno 2011

Blitz al Consiglio Comunale di Chieti

Pacifico blitz del Comitato “2 Sì per l’acqua bene comune Chieti” che si è presentato con l’intero direttivo (portavoce Emanuele Crescenzi; componenti Nicoletta Di Francesco del WWF, Daniele Mario Colantonio di Legambiente, Mara Miccoli e Luciano Di Tizio) in Consiglio comunale. Il Comitato ha consegnato una “letterona” al sindaco Umberto Di Primio per invitarlo ad aderire alla campagna referendaria e a dare seguito alle deliberazioni in tal senso già approvate dal Consiglio comunale e agli impegni assunti a suo tempo in campagna elettorale.
A tutti i membri di giunta e ai consiglieri comunali sono state regalate spillette con il simbolo della campagna referendaria e tutti sono stati invitati a recarsi alle urne il 12 e il 13 giugno prossimo a difesa dell’acqua bene comune.

Qui di seguito il testo integrale della lettera consegnata:

Chieti, li 6 giugno 2011


Gent.mo Avv. Umberto Di Primio
Sindaco della Città di
CHIETI


Caro Sindaco,

come Lei sa il Governo nazionale ha convertito in legge il Decreto 135/2009 introducendo l'art. 15 che sancisce di fatto la privatizzazione dei servizi idrici e degli altri servizi pubblici locali, limitando ulteriormente l'autonomia decisionale degli Enti Locali. Tale provvedimento è un vero e proprio attacco alla democrazia perché sottrarrà ai Comuni (quindi ai cittadini) l'acqua potabile di rubinetto, il bene più prezioso, per consegnarlo alle grandi multinazionali.
L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha invece recentemente votato un documento che “...dichiara il diritto all’acqua potabile e sicura ed ai servizi igienici un diritto umano essenziale al pieno godimento della vita e di tutti i diritti umani”.
La Chiesa e i suoi ministri hanno, in varie forme e modi, preso posizione in favore della campagna referendaria e lo stesso arcivescovo di Chieti, Mons. Bruno Forte, ha rivolto la propria benedizione e il proprio sostegno alle attività del nostro Comitato.
Il Comune di Chieti ha da tempo approvato all’unanimità una mozione a tutela dell’acqua come bene pubblico privo di rilevanza economica e ha recentemente ribadito la propria posizione votando a maggioranza un ordine del giorno che impegna l’amministrazione locale ad aderire alla campagna referendaria.
In tutta Italia sono in corso iniziative per informare i cittadini e collaborare con gli amministratori che intendono salvaguardare la natura pubblica dell'acqua. Diverse Amministrazioni, anche in Abruzzo, hanno già supportato ed appoggiato la Campagna, indipendentemente dal loro colore politico, per il bene delle Comunità che amministrano.
Come prime azioni a contrasto di questa privatizzazione insensata, Le chiediamo:
- di integrare lo Statuto del Suo Comune introducendo un articolo in cui si riconosce lo status dell'acqua come "bene comune" e il servizio di gestione "pubblico, privo di rilevanza economica e senza fini di lucro", come Le è già stato chiesto da oltre mille cittadini con le loro firme raccolte dal WWF e consegnate a Lei e al Presidente del Consiglio Comunale il 1° luglio 2010. E come del resto Lei si era impegnato pubblicamente a fare sottoscrivendo in campagna elettorale, davanti a oltre duecento cittadini, la proposta del WWF che Le chiedeva di inserire il concetto di “acqua bene pubblico privo di rilevanza economica” come “funzione imprescindibile” nello Statuto comunale.
- di partecipare attivamente alla campagna referendaria dando seguito concreto a quanto previsto nel su citato ordine del giorno aderendo ufficialmente al Comitato nazionale e dichiarando Chieti “COMUNE PER IL SI' ALL'ACQUA PUBBLICA” affiggendo tale dichiarazione su appositi cartelli vicino alla targa del Comune.

La salutiamo cordialmente augurandoci che, per il bene dei cittadini che l’hanno eletta e hanno fiducia in Lei, voglia unirsi alla nostra battaglia di civiltà.

Comitato “2 Sì per l’Acqua Bene Comune – Chieti” 

Ballarò e Anno Zero: no ai comitati referendari in studio


A sei giorni dai referendum del 12 e 13 giugno, il Comitato Referendario 2 Sì per l'Acqua Bene Comune è costretto a rilevare un vero e proprio muro di gomma rispetto ai talk show di informazione Rai.
Le prossime puntate di Ballarò e Anno Zero saranno interamente dedicate ai referendum, nonostante questo le testate giornalistiche preferiscono chiamare in trasmissione rappresentanti partitici: gli unici, a quanto pare, abilitati a parlare in televisione. Troviamo scandaloso che il Comitato Promotore, quello che ha raccolto un milione e quattrocentomila firme e che ha promosso i referendum venga sistematicamente escluso o ridotto al ruolo di comprimario. Un vero e proprio blocco a chi non ha in tasca una tessera partitica, in barba agli autorevoli appelli del Presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Sergio Zavoli, che aveva raccomandato la presenza dei comitati promotori nei programmi Rai. Ricordando a tutti che il Comitato Promotore è un soggetto costituzionalmente riconosciuto rimaniamo basiti di fronte alla mancanza di rispetto per il lavoro di migliaia di volontari sparsi per tutto il territorio nazionale.
Ci spiace constatare la disattenzione di programmi percepiti più attenti alle tematiche sociali. Diamo invece atto a Bruno Vespa di aver invitato a Porta a Porta un rappresentate del Comitato Promotore dei referendum pro acqua pubblica.

Roma, 6 giugno 2011

--
Luca Faenzi
Ufficio Stampa Comitato Referendario 2 Sì per l'Acqua Bene Comune

C'E' VITA SUL PIANETA ITALIA. INFATTI C'E' L'ACQUA


“C'è vita sul pianeta Italia” hanno affermato in molti dopo i risultati delle recenti elezioni amministrative.
Pochi tra loro hanno fatto il collegamento più logico : c'è vita perché c'è l'acqua.
E l'acqua c'è, trasparente e in movimento, da anni.
Diffusa nei territori che hanno contrastato le privatizzazioni, raccolta nel Forum italiano dei movimenti per l'acqua che, dopo aver consegnato con oltre 400.000 firme una legge d'iniziativa popolare, dopo aver realizzato tre grandi manifestazioni nazionali, ha raccolto, nel più totale silenzio dei grandi mass media, senza padrini politici e senza finanziamenti, oltre 1,4 milioni di firme per chiedere i referendum.
E che da tre mesi sta attraversando ogni angolo del paese, con la determinazione di chi lo vuole migliore, con l'allegria di chi vede che sta cambiando.
E' stata una grande esperienza di alfabetizzazione popolare, un' autoformazione collettiva che ha dato nuovo significato alle parole diritti, beni comuni, democrazia, partecipazione.
E' stata una grande esperienza di inclusione sociale, che, attorno a obiettivi radicali - fuori l'acqua dal mercato, fuori i profitti dall'acqua- ha messo insieme storie e culture differenti dentro un grande laboratorio di intelligenze collettive, dentro una nuova agorà di partecipazione diretta.
E che ha già vinto su alcuni punti sostanziali.
Il primo dei quali è quello di aver permesso, dopo anni di sequestro della democrazia reale a tutti i livelli, di affermare un nuovo principio : su ciò che a tutti appartiene, tutte e tutti devono poter decidere.
Non solo. Ha costretto il mondo politico istituzionale ad abbandonare l' autoreferenzialità di una dinamica politica tutta giocata nelle porte chiuse del 'Palazzo' , lo ha obbligato ad aprire le finestre e a discutere di acqua, energia, beni comuni, diritti, società.
Rompendo così culture politiche ed amministrative che si ritenevano inossidabili nella cieca fiducia trasversale all'ideologia del mercato quale unico regolatore sociale.
E' un movimento che ha già vinto culturalmente, nei cuori e nelle menti delle persone.
In questi ultimi giorni di campagna referendaria, oltre al sacro terrore dei grandi gruppi finanziari che intravedono l'anticipata fine del banchetto delle privatizzazioni, stiamo assistendo alla mobilitazione decisa e diretta di partiti politici, governatori di regione, esponenti politici in favore dei SI.
E' un altro straordinario risultato di un movimento che nella sua reticolare opera di sensibilizzazione sociale è riuscito a coinvolgere tanto direttamente le persone da costringere le segreterie nazionali dei partiti a dover prendere atto che qualcosa di nuovo sta succedendo.
E così il PD ha dovuto prestare ascolto ai suoi tanti attivisti di base, mettendo, almeno per ora, in disparte le lobbies interne che in questi anni sono state tra le più fervide nei processi di privatizzazione territoriale; così la Lega Nord ha dovuto prendere atto che nella sua base elettorale e amministrativa, l'idea della consegna dell'acqua ai mercati finanziari faceva a botte con l'esaltazione delle autonomie locali.
Il 12 e il 13 giugno saranno due belle giornate : si vota per la la ripubblicizzazione dell'acqua, per la difesa dei beni comuni e della democrazia.
Proprio per questo, e soprattutto a quei partiti, vorremmo fosse chiara una cosa : quel voto non sarà solo un sondaggio d'opinione, o l'espressione di un generico bisogno che il mondo politico istituzionale dovrà interpretare e portare a sintesi.
Dentro la mobilitazione sociale di questi anni e di questi giorni c'è molto di più : c'è l'avvio della riappropriazione sociale dell'acqua e dei beni comuni, c'è l'avvio della costruzione di una nuova democrazia partecipativa, c'è il primo vero stop popolare all'ideologia liberista e del mercato.
C'è il futuro, cui nessuno potrà sottrarsi.

Marco Bersani
Attac Italia – Comitato referendario “2 SI per l'acqua bene comune”